FIL Federazione Italia Libera, è un movimento nato dalla spontanea e consapevole adesione di liberi cittadini, donne e uomini, mossi da un genuino e profondo sentimento di amore per il proprio Paese, animati da un comune e forte senso di appartenenza alla comunità nazionale e desiderosi di restituire al Paese l’orgoglio per le eccellenze del proprio patrimonio storico, artistico e culturale e la dignità di Nazione libera ed avanzata capace di giocare un ruolo centrale nello scenario regionale europeo e nel più ampio contesto internazionale.
Il Movimento si prefigge lo scopo di promuovere un ampio e radicale progetto di ricostruzione morale, sociale ed economico del nostro Paese attraverso la piena e compiuta attuazione del dettato della nostra Carta Costituzionale.
La Costituzione repubblicana rappresenta il riferimento ideale del Movimento e il faro che ne indica il percorso politico; la sua “mission” consiste nella compiuta attuazione dei suoi principi fondamentali, a partire dal diritto al lavoro, il riconoscimento della piena ed effettiva sovranità popolare e la garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale dei cittadini e la loro uguaglianza di fronte alla legge, il diritto alla salute, ecc.; l’obiettivo è quello di restituire ai cittadini di questo Paese l’orgoglio di appartenere ad una comunità nazionale coesa e solidale, capace di risollevarsi dalle macerie morali, sociali ed economiche prodotte dalla politica degli ultimi trenta anni ed affrancarsi dalle inaccettabili imposizioni e dai rigidi vincoli imposti dall’Unione Europea, dagli effetti fortemente depressivi sull’economia nazionale ed altrettanto inefficaci nel contrasto delle molteplici crisi prodotte dalla globalizzazione.
Le gravi difficoltà economiche patite dal nostro Paese con l’ingresso nell’Unione Europea e nel sistema della moneta unica hanno prodotto un sensibile e graduale impoverimento dell’intero sistema Paese e di una fascia sempre più ampia della popolazione nazionale, imputabile tanto all’iniquo rapporto di cambio stabilito ab origine tra la valuta nazionale e la moneta unica, quanto alla più recente imposizione di rigide politiche di austerità nella formazione dei bilanci nazionali dei singoli stati membri.
La più recente crisi sanitaria provocata dall’ampia diffusione nel nostro Paese dell’infezione da Covid-19, con tutte le drammatiche conseguenze che ne sono scaturite sia sul piano sociale che sotto il profilo economico, ha definitivamente palesato l’inadeguatezza della classe dirigente nazionale a gestire le sfide della globalizzazione e contenerne i possibili effetti negativi sull’economia e sul tessuto sociale del Paese. Altrettanto evidente è apparsa l’incapacità dell’Unione Europea di assolvere il compito di casa comune di tutti i popoli europei e adottare strategie condivise tra tutti gli stati membri nella gestione della grave crisi sanitaria e nel contenimento dei suoi effetti nefasti sui settori dell’economia e della finanza in tutta l’area euro, tradendo l’ideale di solidarietà tra i popoli europei, alla quale si era ispirata l’iniziativa degli stati fondatori, tra i quali anche l’Italia.
Italia Libera intende promuovere un progetto di ricostruzione morale, sociale ed economico del nostro Paese, al pari di quanto già fatto dalle precedenti generazioni agli esiti della seconda guerra mondiale, “liberando” il Paese dalla cronica inadeguatezza e incompetenza della classe politica avvicendatasi al potere negli ultimi trenta anni e dai rigidi vincoli e le inutili sovrastrutture dell’attuale Unione Europea governata dagli egoismi nazionali e, talvolta, anche dalle tendenze egemoniche di alcuni stati membri, come la Germania.
Per la realizzazione di tale progetto, si indicano di seguito alcuni dei punti sui FIL intende articolare il proprio progetto sia in ambito nazionale, che nel più ampio contesto internazionale:
- Affrancamento dai vincoli e dalle sovrastrutture dell’Unione Europea –
Le macchinose dinamiche di funzionamento delle istituzioni europee, la complessità dei processi decisionali e, non ultimo, i rigidi vincoli imposti alla formazione dei bilanci nazionali ed alle politiche economiche dei singoli stati membri hanno definitivamente dimostrato l’incapacità dell’Unione di reagire con tempestività ed efficacia alle sfide della globalizzazione, soprattutto a difesa delle economie più deboli e dell’ideale di solidarietà al quale si è ispirato il progetto di un’Europa unita.
Appare evidente ed improrogabile la necessità di riprogettare su basi diverse la collaborazione tra gli stati europei, con l’obiettivo di creare una federazione di stati europei. In assenza di adesioni al nuovo progetto, l’Italia dovrà orientarsi verso una politica estera basata su rapporti di collaborazione bilaterali e/o multilaterali, con un focus particolare verso i Paesi del bacino Mediterraneo in cui il nostro Paese può giocare un ruolo di leadership;
- Revisione od Affrancamento dall’Euro –
I dati macroeconomici relativi alla produzione industriale mostrano chiaramente come l’entrata nella moneta unica abbia comportato per l’Italia una perdita di competitività a tutto vantaggio di altri stati europei, primi tra tutti la Germania. I necessari investimenti in infrastrutture e a sostegno dell’economia nazionale sono stati bloccati dai rigidi vincoli di bilancio e dal Fiscal Compact. Appare inderogabile il ritorno ad una nuova linea di contrattazione europea sulla moneta unica europea utilizzando come leva indispensabile l’ipotesi il ritorno ad una moneta nazionale (doppia moneta) per a contrastare gli effetti nefasti delle possibili crisi economiche e finanziare del mondo globalizzato, come quella del 2008.
- Rigida selezione della classe politica –
Le sfide della globalizzazione e la giusta ambizione per un ruolo centrale del nostro Paese sulla scena internazionale impongono rigorosi e inderogabili criteri di selezione della classe politica, basati su stringenti requisiti di moralità, preparazione e competenza;
- Promozione della formazione e della ricerca scientifica –
Si tratta di assets strategici per qualunque paese avanzato che, come l’Italia, possa vantare esperti e ricercatori di fama mondiale in vari settori, da quello scientifico e sanitario fino a quello aerospaziale. Occorre investire maggiormente nelle metodologie e strumenti della didattica per meglio indirizzare la formazione verso le nuove esigenze del mondo lavorativo. Nell’università come nella ricerca va affermato il principio meritocratico e finanziati quei progetti di ricerca in grado di garantire un sicuro ed efficace ritorno sociale ed economico. E’ necessario, dunque, riformare il sistema universitario prevedendo, con la fine del percorso di studi, l’ottenimento di un titolo e di competenze professionalizzanti idonee ad entrare immediatamente nel mercato del lavoro.
- Superamento del precariato -
Le successive riforme del lavoro degli ultimi anni hanno progressivamente ridotto le tutele per i lavoratori; parimenti, recenti provvedimenti legislativi asseritamente finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, come il reddito di cittadinanza, hanno finito per disincentivare la ricerca di un posto di lavoro. E’ necessario intervenire con politiche del lavoro che rendano convenienti le assunzioni a tempo indeterminato e più onerosi i contratti di lavoro c.d. flessibili;
Promozione e sostegno della natalità -
Anche nel passato 2019 è proseguito il crollo dell’indice di natalità arrivato a 1,29, in conseguenza degli scarsi investimenti a favore della famiglia, pari al 5,8% del bilancio, contro il 60% destinato alla spesa per le pensioni. E’ necessario garantire un adeguato sostegno pubblico alla maternità e paternità, favorendo la conciliazione degli impegni lavorativi con le funzioni genitoriali;
- Riforma della Giustizia e delle carriere dei giudici –
L’autonomia della magistratura, di cui si è tanto discusso negli ultimi anni, si preserva, innanzitutto, precludendo ai giudici l’accesso alla carriera politica. Serve introdurre un sistema di misurazione della performance dei giudici inquirenti e giudicanti, a garanzia del buon funzionamento della macchina giudiziaria e correttezza del processo. Deve essere garantita l’effettività della pena e, parimenti, adeguate condizioni di vita all’interno delle carceri, devono essere favoriti sistemi alternativi di risoluzioni delle controversie come l’arbitrato con lodo;
- Riforma della sanità –
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo depotenziamento della sanità pubblica, a dispetto delle ingenti risorse investite. Il conflitto di competenza tra stato e regioni va definitivamente superato attraverso la centralizzazione della politica sanitaria, che attribuisca allo stato centrale la funzione di indirizzo e controllo e alle regioni il ruolo di organo attuatore delle direttive centrali. La gestione delle aziende sanitarie deve essere affidata a manager capaci, selezionati sulla base del merito e delle competenze, piuttosto che di nomina politica. E’ necessario favorire l’implementazione di sistemi di telemedicina che permettano ai cittadini di sottoporsi ad esami diagnostici da casa;
- Riforma dell’informazione -
L’informazione pubblica è nelle mani della politica, mentre quella privata è gestita da gruppi economici. Considerata la funzione strategica dell’informazione, bisogna assicurarne l’indipendenza rispetto ai portatori di interesse, pubblici o privati che siano. Va assolutamente ristabilito il ruolo centrale della RAI e la sua indipendenza dal sistema politico. Va riconsiderato il sistema di sostegno pubblico all’editoria per scongiurare il rischio di speculazioni e rendite di posizione, così come serve vigilare sull’affidabilità dei siti web e dei social network anche rispetto alla veridicità dei fatti narrati;
- Riforma del sistema elettorale -
Le varie riforme succedutesi negli anni hanno sempre corrisposto agli interessi della parte politica egemone del momento. La legge elettorale deve garantire l’irrinunciabile condizione di stabilità del sistema politico e la massima rappresentatività dei cittadini. Il sistema elettorale nazionale deve essere conformato al modello adottato in molte regioni, con l’indicazione delle preferenze nelle liste dei collegi e l’attribuzione del premio di maggioranza. Fatto salvo il principio costituzionale dell’assenza di vincolo di mandato, occorre impedire la migrazione dei parlamentari da un gruppo politico ad un altro, consentendo al fuoriuscito da un gruppo l’unica possibilità di passaggio al gruppo misto; o, in alternativa, le dimissioni dalla carica parlamentare;
- Riforma delle politiche sull’immigrazione e l’accoglienza -
La gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa ed Asia non può essere affrontata né con la politica dei “porti chiusi”, né offrendo occasione di lucro alle organizzazioni nazionali ed internazionale, a scapito dei malcapitati che lasciano il proprio paese alla ricerca di migliori condizioni di vita. Occorre rafforzare le politiche di cooperazione con i governi locali, allo scopo di favorire flussi controllati e mirati processi d’integrazione. Ciò al fine di porre le basi per permettere ai migranti di non migrare perché se esiste il diritto a migrare per raggiungere condizioni di vita migliori esiste anche il diritto di vivere nella propria terra per realizzare li le stesse condizioni di vita possibili altrove,
Gli spunti di riflessione proposti nel presente documento e la selezione di proposte sin qui tratteggiate in maniera sintetica trovano più ampia e dettagliata trattazione nel “Manifesto” di ……… e nel redigendo programma politico.